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Descrizione indicatore Il biossido di azoto (NO₂) è un gas tossico di colore bruno-rossastro, pungente e fortemente ossidante, appartenente alla famiglia degli ossidi di azoto (NOₓ). In atmosfera, l'NO₂ deriva principalmente dall’ossidazione dell’ossido di azoto (NO), che è il prodotto diretto della combustione ad alte temperature, in particolare nei motori a combustione interna e negli impianti termici. La sua presenza è quindi strettamente legata alle emissioni da traffico veicolare, specie nei contesti urbani, e ai grandi impianti industriali. Dal punto di vista chimico-atmosferico, l’NO₂ ha un ruolo chiave nei processi fotolitici e nella formazione dell’ozono troposferico (O₃). Sotto irraggiamento solare, il NO₂ si dissocia producendo monossido di azoto (NO) e un atomo di ossigeno singoletto, che può reagire con O₂ per formare O₃. Inoltre, l’NO₂ contribuisce alla formazione di aerosol secondari, specialmente nitrati, e partecipa alla chimica dell’acidificazione e del bilancio radicalico in atmosfera. Sul piano sanitario, l’NO₂ è stato ampiamente studiato per i suoi effetti respiratori acuti e cronici. L’esposizione, anche a basse concentrazioni, è associata a infiammazione delle vie respiratorie, aumento della reattività bronchiale, peggioramento dell’asma e aumento della sensibilità alle infezioni respiratorie. Diversi studi epidemiologici – come quelli del Committee on the Medical Effects of Air Pollutants (COMEAP) e dell’American Thoracic Society – hanno mostrato associazioni tra concentrazioni ambientali di NO₂ e incremento di ricoveri ospedalieri, mortalità cardiovascolare e malattie polmonari. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) classifica il biossido di azoto come indicatore di un mix cancerogeno legato al traffico. A livello normativo, l’NO₂ è regolato dalla Direttiva 2008/50/CE, con: un valore limite orario di 200 µg/m³ da non superare più di 18 volte l’anno; un valore limite annuale di 40 µg/m³. L’OMS, nelle linee guida 2021, raccomanda un valore annuale drasticamente inferiore: 10 µg/m³, sulla base delle evidenze di rischio anche a concentrazioni precedentemente ritenute sicure. La nuova Direttiva (UE) 2024/2881 è in linea con un trend di abbassamento progressivo dei limiti normativi, riflettendo l’urgenza di contenere l’impatto sanitario delle emissioni urbane, in particolare nei contesti scolastici, ospedalieri e residenziali. Dal punto di vista tecnico, il monitoraggio dell'NO₂ è condotto con analizzatori che sfruttano la tecnica analitica della chemiluminescenza, e l’interpretazione dei dati richiede l’integrazione con modelli di dispersione, dati meteorologici e inventari emissivi ad alta risoluzione. L’NO₂, essendo un inquinante primario e secondario al tempo stesso, rappresenta anche un parametro guida per la valutazione degli impatti delle zone a basse emissioni (LEZ) e delle strategie di decarbonizzazione della mobilità.
Periodicità di aggiornamento: Annuale 2022 - Stato e trend Indicatore 2021 - 2020 - 2019 - 2018 - 2017 - 2016 - 2015 - 2014 - 2013 - 2012 - Stato e trend 2011 e precedenti - RSA
[aggiornato il 22 agosto 2023] |