Classificazione delle acque di balneazione

In analogia con quanto previsto da ISPRA nell’Annuario dei dati ambientali 2015, l’indicatore “Balneabilità e qualità delle acque di balneazione” è sostituito dall’indicatore “Classificazione delle acque di balneazione”, in virtù della Direttiva 2006/07/CE, che prevede l’assegnazione di una classe di qualità a ogni tipologia di acqua di balneazione.


Descrizione indicatore
Su mandato della Regione Puglia - Assessorato alla Sanità, nel 2010 ARPA Puglia ha avuto il compito istituzionale di controllare le acque di balneazione ai sensi del D.Lgs. n° 116 del 30 maggio 2008, di recepimento della Direttiva 2006/7/CE; il citato D.Lgs. è stato reso attuativo dal D.M. 30/3/2010.
La nuova normativa apporta delle sostanziali modifiche al D.P.R. 470/1982, che di fatto sostituisce. In particolare, il criterio per la definizione e la classificazione delle acque di balneazione si basa essenzialmente sul concetto di previsione e valutazione del rischio sanitario, dando meno importanza all’idoneità più o meno temporanea delle acque.
In questa ottica sono variate le frequenze di prelievo ed i parametri da analizzare; il monitoraggio è effettuato esclusivamente nelle acque destinate alla balneazione con frequenza mensile nel periodo Aprile-Settembre di ogni anno, controllando solo due parametri di tipo microbiologico: Enterococchi fecali ed Escherichia coli (indicatori di inquinamento di origine antropica).
Tenendo dunque conto della nuova normativa, con le Delibere della Giunta Regionale Pugliese dal n. 2465 al n. 2470 del 16 Novembre 2010, l’85% circa dell’intero litorale regionale pugliese è stato definito come destinato alla balneazione; la rimanente parte è risultata inibita a priori in quanto destinata da altri usi (aree portuali, aree militari, zone “A” delle aree marine protette), o non balneabile per inquinamento (immissioni di corsi d’acqua e scarichi di natura urbana ed industriale).
 

Obiettivo
L’obiettivo è valutare lo stato di qualità delle acque di balneazione, in relazione ai fattori di contaminazione fecale e, quindi, igienico-sanitari. Esso consente inoltre di procedere ad una stima indiretta dell’efficacia dei sistemi di trattamento delle acque reflue, valutando nel tempo l’efficacia di eventuali misure di risanamento adottate. L’indicatore verifica lo stato di qualità delle singole acque destinate alla balneazione, controllando solo due parametri di tipo microbiologico - Enterococchi fecali ed Escherichia coli, le cui concentrazioni limite per consentire la balneazione sono state stabilite dal D.Lgs. 30 maggio 2008 n° 116 e s.m.i rispettivamente in 200 UFC/100 ml e 500 UFC/100 ml.
La successiva classificazione si basa su un giudizio di qualità ripartito in 4 classi - eccellente, buona, sufficiente e scarsa -, ottenuto utilizzando un calcolo statistico (valutazione del 95° percentile - o 90° percentile - della normale funzione di densità di probabilità log 10 dei dati microbiologici) applicato sui dati di monitoraggio riferiti alle ultime 4 stagioni balneari. I risultati della classificazione sono utilizzati per definire percentuali di qualità a scala regionale e provinciale.


Periodicità di aggiornamento: Annuale

2021 - Stato e trend indicatore

20202015 - 2012 - Stato e trend

2011 - RSA

 

[aggiornato il 13 maggio 2022]

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