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Concentrazione di attività di radionuclidi artificiali in matrici ambientali e alimentari

Descrizione indicatoreAi sensi degli artt.35 e 36 del Trattato Euratom, ciascuno Stato membro deve provvedere ad effettuare il controllo del grado di radioattivitā dell'atmosfera, delle acque e del suolo ed inviare le informazioni relative ai controlli alla Commissione Europea, per renderla edotta del grado di radioattivitā di cui la popolazione possa eventualmente risentire. La Raccomandazione europea 2000/473/Euratom dell'8 giugno 2000 fornisce indicazioni agli Stati membri sulla realizzazione del monitoraggio della radioattivitā ambientale ed individua per alcune specifiche matrici dei “Reporting Level” ovvero livelli di notifica. Tali livelli, pari a una concentrazione corrispondente a una dose efficace di 1 μSv/anno, hanno uno scopo puramente redazionale e sono 10 volte inferiori al criterio di non rilevanza radiologica indicato dalla normativa nazionale vigente pari a 10 μSv/anno e pertanto non devono essere presi a riferimento per considerazioni dosimetriche. 
Nella legislazione italiana, l'art. 152 del D.lgs. 101/2020 definisce il controllo della radioattivitā ambientale sul territorio nazionale ed individua reti regionali e nazionali. In tale contesto si inserisce la REte nazionale di SOrveglianza della RADioattivitā ambientale - RESORAD, il cui coordinamento tecnico č affidato ad ISIN. La RESORAD č costituita dai laboratori delle ARPA/APPA e dagli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, che rendono operativi piani annuali di monitoraggio della radioattivitā, il cui obiettivo principale č il rilevamento dell'andamento della radioattivitā nell’ambiente e negli alimenti.  
L’indicatore valuta la concentrazione di attivitā di radionuclidi artificiali gamma emettitori in campioni di diverse matrici alimentari e ambientali (es: acqua di mare, acqua potabile, acqua superficiale, acque reflue, Fanghi di depurazione, particolato atmosferico, latte, terreno, ecc.) per il controllo della radioattivitā ambientale nella Regione Puglia. Per analizzare lo stato di contaminazione radioattiva č stato scelto il Cesio-137 (Cs-137), sulla base della sua pericolositā a livello radioprotezionistico (“reporting levels” per il Cs-137).

ObiettivoValutare la concentrazione di attivitā di radionuclidi artificiali (Cs-137) nelle diverse matrici ambientali e alimentari. Le sensibilitā analitiche delle metodiche e protocolli di misura adottati dal laboratorio di radioattivitā di ARPA Puglia sono tali da garantire valori di M.C.R. (Minima Concentrazione Rilevabile) inferiori ai valori di non Rilevanza Radiologica e permettere di valutare tale condizione.  
Il D.lgs. 101/2020 (che ha sostituito il D.lgs. 230/95) disciplina le attivitā che possono comportare un'esposizione dei lavoratori o della popolazione alle radiazioni ionizzanti fissa i valori limite di esposizione in funzione della grandezza radioprotezionistica “Dose Efficace” misurata in Sievert (Sv): il limite di esposizione per la popolazione č fissato pari a 1mSv/anno e il valore soglia di Non Rilevanza Radiologica a 10mSv/anno.  
Il confronto tra i risultati delle prove analitiche e i limiti di legge, quindi non immediato, č realizzato mediante l’applicazione della definizione operativa di dose efficace con le relative tabelle di cui agli allegati del succitato D.lgs. e l’adozione di ipotesi semplificative quali quelle relative al consumo medio degli alimenti ingeriti e al volume medio di aria inalata.

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[aggiornato il 10 aprile 2024]

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