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Acque Destinate al Consumo Umano

La qualità delle acque destinate al consumo umano è stata normata dalla Direttiva comunitaria 98/83/CE, con l’obiettivo di proteggere la salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque per il consumo umano, garantendone la salubrità e la pulizia.  Il 6 ottobre 2015, la Commissione Europea ha emanato la Direttiva 2015/1787/CE che ha modificato gli allegati II e III della Direttiva 98/83. A dicembre 2020, il Parlamento europeo e Consiglio dell'Unione europea hanno approvato la Direttiva 2020/2184/Ue che modifica e abroga la direttiva 98/83/Ce sulla qualità delle acque destinate al consumo umano.

La normativa nazionale di recepimento è costituita dal Decreto Legislativo n. 18/2023, recante attuazione della Direttiva (UE) 2020/2184 e dal Decreto Legislativo n. 102/2015, contenente disposizioni integrative e correttive al D.Lgs. 18/2023. Il D.lgs. n. 18/2023 aggiorna la disciplina nazionale sulle acque potabili (abrogando il D.lgs. n. 31/2001), rivede i parametri e i valori di rilevanza sanitaria a maggiore protezione dei cittadini, stabilisce i requisiti di igiene per i materiali che entrano in contatto con le acque potabili, per i reagenti chimici e per i materiali filtranti attivi o passivi da impiegare nel loro trattamento. 


In Puglia, il Regolamento Regionale n. 1 del 9 gennaio 2014 definisce competenze, interventi e procedure per il rilascio del giudizio di idoneità sulle acque potabili, affidato all'Azienda Sanitaria Locale territorialmente competente, e per la sorveglianza e il controllo dell’acqua destinata al consumo umano.
 
In Regione Puglia, l’approvvigionamento di acqua per uso potabile è realizzato da AQP, gestore del Servizio Idrico Integrato, con prelievi da diverse tipologie di fonte (sorgenti, invasi artificiali e pozzi):

  • i gruppi sorgentizi che alimentano il sistema AQP sono le sorgenti del fiume Sele (localizzate nel comune di Caposele, in provincia di Avellino) e quelle del fiume Calore (localizzate nei comuni di Cassano Irpino e Montella)
  • gli invasi artificiali utilizzati per l’approvvigionamento idrico sono il Pertusillo e il Sinni in Basilicata e, in Puglia, l’invaso di Occhito sul Fiume Fortore al confine con il Molise e l’invaso di Monte Melillo sul Torrente Locone. Le acque dei due invasi pugliesi sono monitorate da ARPA Puglia nell'ambito del "Sistema di monitoraggio dei corpi idrici superficiali della Regione Puglia", tra le acque a specifica destinazione, in quanto destinate alla produzione di acqua potabile;
  • i pozzi sono alimentati dalle acque della falda idrica profonda; per il prelievo dell’acqua, AQP utilizza mediamente da 180 a 200 pozzi dislocati sul territorio pugliese.

 
Dopo la captazione, l’acqua da immettere in rete è sottoposta a potabilizzazione da parte del Soggetto Gestore, che utilizza trattamenti più o meno spinti - meccanici, fisici e chimici - in funzione della classificazione delle acque grezze.
 
I controlli ufficiali relativi alla potabilità dell’acqua rientrano nelle competenze dei Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.LL.
ARPA Puglia, quale organo tecnico-scientifico della Regione, assicura il controllo analitico delle acque destinate al consumo umano, su specifica richiesta delle Aziende Sanitarie Locali, che provvedono ad effettuarne il campionamento. Gli esiti analitici vengono trasmessi alle stesse AA.SS.LL. a cui spetta l’attribuzione del giudizio di idoneità.

 

Riferimenti e contatti

Contenuto aggiornato al: 25-11-2025

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