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Progetto biodiversità in ambito urbano

Progetto biodiversità in ambito urbano
 

Studio sulla biodiversità in ambito urbano. E' il progetto che Arpa Toscana e Lipu/BirdLife stanno realizzando dopo aver sottoscritto, lo scorso

Studio sulla biodiversità in ambito urbano. E' il progetto che Arpa Toscana e Lipu/BirdLife stanno realizzando dopo aver sottoscritto, lo scorso giugno, una convenzione. L'iniziativa si inserisce a sua volta in un'attività promossa da Apat-Servizio Carta della Natura e reti Ecologiche del Dipartimento Difesa della Natura. Il progetto ha tra le sue finalità: la ricognizione delle conoscenze relative alla biodiversità urbana in Italia, con particolare attenzione per gli aspetti ornitologici e faunistici; l'evidenziazione delle carenze conoscitive; la definizione di linee-guida per la realizzazione delle ricerche sulla biodiversità urbana che assumono l'avifauna quale indicatrice di qualità urbana. Per completare il quadro conoscitivo, il progetto consta anche di una scheda che alleghiamo. Si invitano, quindi, le associazioni e in genere i vari soggetti istituzionali a compilare la scheda e inviarla al seguente indirizzo di Arpa Toscana: a.chesi@arpat.toscana.it

05/09/07

Rete Natura 2000, sono 87 le aree pugliesi da tutelare

Rete Natura 2000, sono 87 le aree pugliesi da tutelare
 

Il Ministero dell'Ambiente ha stabilito con un decreto che 87 siti ambientali pugliesi entrano a pieno titolo nella Rete Natura 2000. 

Sono 87 i siti ambientali pugliesi entrati a pieno titolo nella Rete Natura 2000. Il Ministero dell'Ambiente lo ha stabilito con un decreto dello scorso 5 luglio e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 170, supplemento ordinario n° 167, del 24 luglio 2007. Rete Natura 2000 è la rete europea che classifica le aree il cui patrimonio ambientale va tutelato, quindi uno tra i principali strumenti comunitari per conservare la biodiversità. Le aree sono divise in Siti di importanza comunitaria (Sic) e Zone di protezione speciale (Zps). In Puglia sono stati riconosciuti 10 Zps e 77 Sic. Fra le prime molte sono le aree ricadenti nel Gargano, dove nell'ultima settimana si sono sviluppati numerosi incendi. Si attende adesso il decreto ministeriale riguardante i criteri di conservazione di questi siti. E' già noto, ad esempio e in base all'articolo 6 del provvedimento, che nelle Zone a protezione speciale non potranno essere realizzare nuove discariche né ampliare quelle esistenti. Non potranno essere aperte né ampliate nuove cave, sarà anche vietato bruciare stoppie e paglie. Sono inoltre represse le attività di bracconaggio.

31/07/07

Cambiamenti climatici e colture, il contributo della Regione Puglia-Convegno Brindisi 20 lugl..

Cambiamenti climatici e colture, il contributo della Regione Puglia. Convegno a Brindisi il 20 luglio 2007
 

Le colture agricole, per effetto dei cambiamenti climatici previsti, possono spostarsi di 100 metri in quota e di 100 km a nord per ogni grado di aumento della

Le colture agricole, per effetto dei cambiamenti climatici previsti, possono spostarsi di 100 metri in quota e di 100 km a nord per ogni grado di aumento della temperatura media. La Sicilia potrebbe diventare inadatta per gli agrumi e la Lombardia potrebbe ospitare gli olivi e colture tipiche dell'ambiente mediterraneo. L'aumento di periodi di siccità e di alluvioni inciderà negativamente sulla produzione agricola locale, con riduzioni della produttività fino al 20/30%. Questi i dati che emergono nella seconda parte del convegno organizzato a Brindisi dall'APAT per conto del Ministero dell'Ambiente in collaborazione con l'Arpa Puglia, in vista della Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici che si terrà a Roma il 12 e 13 settembre. L'incontro, dedicato in mattinata alla presentazione dell'Inventario italiano delle emissioni di gas serra, nel pomeriggio affronta il tema dei contributi della Regione Puglia sugli adattamenti ai cambiamenti climatici dei settori pesca e agricoltura, nei quali l'impatto dei cambiamenti climatici si sta rivelando molto forte sia in termini ambientali sia economici. L'agricoltura vive un periodo di crisi destinata ad acuirsi con il peggiorare degli effetti del cambiamento climatico. Dal 1990 a oggi la superficie italiana destinata alla produzione agricola ha subito una significativa riduzione, passando da circa 15 milioni d'ettari a poco più di 13 milioni d'ettari (circa il 44% della superficie territoriale nazionale). Questo primo segnale di difficoltà è confermato anche dalla riduzione del numero delle aziende agricole, che nello stesso periodo sono passate da 2.593.090 a 2.217.546 unità, con un calo del 15% circa. La Puglia è la regione con la più alta percentuale di superficie agricola utilizzata (70% del territorio) ed è anche la regione con il più elevato numero d'aziende agricole, ben 342.888. In termini economici, a scala nazionale, l'agricoltura assorbe circa il 6% della forza lavoro e ha un'incidenza sul totale dell'economia nazionale pari al 2% del prodotto interno lordo e in grado di generare poco più di 27milioni d'Euro in termini di valore aggiunto ai prezzi correnti. Nel 2006, per il sesto anno consecutivo, l'agricoltura, la selvicoltura e la pesca in Italia hanno fatto registrare un significativo calo sia della produzione sia del valore aggiunto (-1,6% in media nel periodo 2001-2006). Quindi, analogamente a quello che avviene in altri paesi occidentali, l'esercizio del settore primario del Paese ha perso e continua a perdere peso economico e occupazionale. In questo scenario s'inseriscono le variazioni della chimica e fisica dell'atmosfera a causa dell'accumulo dei gas ad effetto serra e i conseguenti cambiamenti climatici, i cui effetti sull'agricoltura e sulla pesca possono risultare cruciali per la loro stessa sopravvivenza. Nel caso dell'agricoltura, è noto che le condizioni climatiche determinano le specie vegetali e animali che possono vivere, crescere e riprodursi in una determinata regione geografica. Molte specie agrarie, tra cui alcune d'interesse nazionale come l'olivo, la vite, gli agrumi, sono talmente legate alle condizioni climatiche a cui si sono adattate che un leggero aumento della temperatura o una sensibile riduzione delle piogge possono aumentare la loro vulnerabilità. Il quarto rapporto di valutazione dell'IPCC prevede, alle nostre latitudini (ovviamente con variazioni anche notevoli su piccole scale orizzontali, particolarmente in aree a topografia complessa), aumenti della temperatura media fino a 4 °C e riduzioni delle precipitazioni fino al 30% entro la fine del secolo. Inoltre, gli esperti prevedono che gli aumenti attesi della frequenza con cui si manifestano siccità e alluvioni incideranno negativamente sulla produzione agricola locale, con riduzioni della produttività fino al 20/30%.

23/07/07
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