Si pubblica la nota inviata ieri mattina al Presidente della Regione, all’Assessore all’Ambiente e alla Direttrice ing. Valenzano

Oggetto: Proroga termini legge regionale n.23 del 16 aprile 2015

Caro Presidente, caro Assessore, cara Ingegnere,
sento il dovere di riferirvi la mia  personale opinione in merito alla “proroga tecnica” ( parole del Presidente Caracciolo) relativa all’attivazione degli adempimenti previsti dalla legge n.23 del 16 aprile 2015 (BURP del 22 aprile 2015)  sulle emissioni odorigene. La legge, che sostituisce una precedente norma regionale del 1999 mai operativa per mancanza del regolamento applicativo, già prevedeva una congrua diluizione nel tempo dell’esecuzione degli  adempimenti. L’adeguamento operativo alla norma da parte delle aziende interessate (sansifici, depuratori, discariche, impianti di compostaggio, biostabilizzazione dei rifiuti, raffinerie di petrolio etc.) richiede (richiedeva) un arco temporale di circa tre anni, un tempo più che sufficiente per consentire a tutti i gestori di adeguarsi da un punto di vista tecnologico al dettato della norma. Infatti , il primo atto previsto dalla norma ( la richiesta di modifica dell’atto autorizzativo all’autorità competente) era previsto entro un anno dalla pubblicazione della legge ( quindi entro il 22 aprile 2016); successivamente, tra fase istruttoria e le varie conferenze di servizi istruttorie e decisorie, certamente si potrebbe prevedere un ulteriore anno. Una volta modificato l’atto autorizzativo, la norma prevede che il gestore abbia un ulteriore anno di tempo per la realizzazione di quanto definito dall’atto autorizzativo: in sintesi, l’iter richiedeva circa tre anni, a partire dall’approvazione della legge. Naturalmente, a fronte del riscontro di eventuali difficoltà operative di alcuni gestori, si sarebbe potuto allungare l’ultimo periodo, portando a due gli anni utili per poter reallzzare  gli adempimenti tecnologici previsti dalla revisione dell’atto autorizzativo. Avere invece deciso di allungare i tempi iniziali, quelli previsti per l’avvio dell’iter procedurale, fornisce al gestore la ragionevole speranza che ulteriori proroghe potranno comunque essere ottenute in futuro e il fondamento normativo per potere ignorare la problematica per un altro anno. Si consideri che le molestie olfattive rappresentano una delle più frequenti cause di proteste dei cittadini ad Arpa Puglia, mediamente pari a 100 denunce per anno, a partire dal 2008.
Cordiali saluti
Giorgio Assennato