"Situazione ambientale dell'area marina antistante la città di Molfetta"
 

L'ARPA Puglia, nel corso del 2008 ha svolto un programma di monitoraggio delle acque marino-costiere regionali mirato alla valutazione della qualità ambientale nonché l'idoneità della acque ai fini della balneazione. Relativamente alle acque del comprensorio del barese, ed in particolare le aree della fascia costiera di Molfetta, durante

L'ARPA Puglia, nel corso del 2008 ha svolto un programma di monitoraggio delle acque marino-costiere regionali mirato alla valutazione della qualità ambientale nonché l'idoneità della acque ai fini della balneazione. Relativamente alle acque del comprensorio del barese, ed in particolare le aree della fascia costiera di Molfetta, durante il monitoraggio effettuato in merito alla qualità ambientale non sono emerse particolari situazioni anomale rispetto a quanto definito dalle normative vigenti (valori limite dei parametri). In seguito a specifica richiesta da parte della Capitaneria di Porto di Molfetta, l'Agenzia ha effettuato in data 15/10/2008 un sopralluogo e relativo campionamento in località "Prima Cala" al fine di verificare le cause dei disagi sofferti dalla categoria della piccola pesca locale, ed attribuiti alla microalga Ostreopsis ovata. Inoltre, nei giorni successivi venivano diffusi a mezzo stampa i risultati di una ricerca condotta dall'Università di Napoli "Federico II", e relativi ad un presunto inquinamento delle acque marino-costiere di Molfetta. In seguito a queste ultime notizie pubblicate su un quotidiano locale, l'ARPA Puglia si è attivata allo scopo di validare quanto supposto. I risultati ufficiali delle analisi di ARPA Puglia su aliquote di acqua di mare ed acqua di colatura delle reti da pesca campionate in località "Prima Cala" a Molfetta hanno evidenziato una concentrazione per i metalli indagati (tra cui l'Arsenico) inferiore ai limiti previsti dalla normativa vigente, ed in particolare la tabella 1/A dell'allegato alla Parte III e la tabella 1 dell'allegato 5 alla parte IV del D.Lgs 152/2006. I valori misurati risultano anche inferiori a quanto considerato come "concentrazione massima ammissibile (MPC, Maximum Permissibile Concentration)" nei pesci ed in genere nei prodotti ittici secondo le indicazioni della F.A.O. In particolare la concentrazione rilevata per l'Arsenico nei campioni di acqua di mare è risultata compresa tra 1,03 e 1,12 microgrammi/litro, mentre la concentrazione nelle acque di colatura delle reti è risultata pari a 123 microgrammi/litro (0,12 mg/l). Per quanto riguarda questo ultimo valore, più alto rispetto alle acque di mare tal quali, bisogna tenere conto che l'acqua di colatura delle reti rappresenta un concentrato di quanto presente normalmente nel mezzo (con un rapporto di concentrazione che può variare dalle 200 alle 3000 volte), e peraltro il valore assoluto stimato è minore di un ordine grandezza rispetto ai limiti di concentrazione nei sedimenti, e minore agli standard di qualità riportati a livello internazionale per le specie ittiche. Sempre in merito ai risultati ufficiali di ARPA Puglia, la contaminazione microbiologica rilevata è risultata assolutamente trascurabile, ed in linea con la costante idoneità dello specchio acqueo di riferimento rispetto alla balneabilità (come riscontrabile anche nella sezione "Acque di Balneazione" pubblicata nel sito di ARPA Puglia: www.arpa.puglia.it). Ricordiamo a tale proposito che le acque vengono considerate "non idonee alla balneazione" quando la concentrazione dei batteri coliformi fecali supera le 2000 ufc/100 ml, e quella dei coliformi fecali e degli streptococchi supera le 100 ufc/100 ml. Viene inoltre ribadito che l'unica effettiva anomalia riscontrata nei campioni è proprio quella relativa all'abbondante presenza della microalga Ostreopsis ovata, come già comunicato in precedenza dall'ARPA Puglia agli Enti e/o Istituzioni competenti; le stesse informazioni sono state pubblicate anche sul sito ufficiale dell'Agenzia (www.arpa.puglia.it), dove si riporta il rapporto di prova che evidenzia una concentrazione stimata di Ostreopsis ovata pari a 3840 cellule/litro nella colonna d'acqua e 112.000.000 cellule/litro nell'acqua di colatura delle reti, una concentrazione che, a causa della tossina prodotta dalla specie (palitossina-ovatossina) potrebbe giustificare gli eventuali effetti sulla salute dei pescatori. Comunque, insieme ad Ostreopsis ovata è stata riscontrata nel campione esaminato la presenza di altre specie microalgali dei generi Coscinodiscus e Navicula (non tossiche), che di per se esclude la possibilità di contaminanti di origine antropica in concentrazioni tali da provocare danni alla vita marina (in caso contrario l'eventuale inquinante avrebbe indotto una mortalità della componente biologica). Sulla base di quanto riportato, risulta dunque immotivato l'allarme relativo alla presenza di arsenico e derivati nelle acque, mentre si confermano le criticità relative alla presenza di Ostreopsis ovata, che in ogni caso tendono a scomparire con l'avanzare della stagione invernale.

06/11/08