Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.)
Attività Specifica

Attività specifica aia

I processi per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per gli impianti che ricadono nel campo di applicazione della direttiva 96/61/CE, detta IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control), hanno portato in primo piano la complessità della riforma che ha introdotto nell’ordinamento nazionale l’AIA.

I tre cardini della nuova strategia di prevenzione e limitazione integrata dell’inquinamento da fonte industriale sono:

• la valutazione integrata;

• l’adozione delle migliori tecniche disponibili (MTD o BAT Best available technology);

• la valutazione delle condizioni locali.

Nel contesto di questa nuova strategia, il D.Lgs. 59 del 2005, che recepisce nell’ordinamento nazionale la direttiva IPPC, introduce una nuova disciplina per le autorizzazioni ambientali che comporta profili di evidente complessità.

Le imprese infatti dovranno analizzare e valutare il processo produttivo dei propri impianti, individuarne le criticità e risolverle con l’utilizzo delle BAT più appropriate, mentre l’Autorità Competente (AC, sia statale che regionale/provinciale) dovrà valutare la richiesta di AIA tenendo conto degli obbiettivi di qualità ambientale fissati per il territorio in cui l’impianto è ubicato e stabilire le condizioni e i valori limite di emissione basandosi su quelli ottenibili con le BAT, avvalendosi anche dello scambio di informazioni sulle stesse.

 

Le autorità competenti per il rilascio delle AIA sono il Ministero dell’ambiente, la  Regione e la Provincia. L’articolo 11, comma 3 del D. Lgs. n. 59/2005 dispone che l’ISPRA e le ARPA, in quanto enti tecnici, hanno il compito di accertare, secondo quanto previsto e programmato nell'autorizzazione e con oneri a carico del gestore:

  1. il rispetto delle condizioni dell'autorizzazione integrata ambientale;
  2. la regolarità dei controlli a carico del gestore, con particolare riferimento alla regolarità delle misure e dei dispositivi di prevenzione dell'inquinamento nonchè al rispetto dei valori limite di emissione;
  3. che il gestore abbia ottemperato ai propri obblighi di comunicazione e in particolare che abbia informato l'autorità competente regolarmente e, in caso di inconvenienti o incidenti che influiscano in modo significativo sull'ambiente, tempestivamente dei risultati della sorveglianza delle emissioni del proprio impianto.

Le ARPA  forniscono supporto tecnico all’autorità competente durante l'istruttoria dando il proprio parere in merito al Piano di Monitoraggio e Controllo (PMC) proposto dall’azienda con la domanda di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) previsto dalla scheda E della modulistica.

La redazione del Piano di Monitoraggio e Controllo consente al gestore di individuare ed attuare un appropriato sistema di autocontrollo per monitorare l’impatto ambientale dell’impianto lungo tutta la durata dell’AIA.

Il PMC è in pratica la predisposizione del monitoraggio da svolgere con una determinata frequenza nell’arco di un anno per l'intera durata dell'AIA (5, 6 o 8 anni), di una serie di aspetti ambientali e gestionali dell’azienda come ad esempio: le componenti ambientali che entrano in gioco nei processi gestiti dall’impianto (consumo di materie prime, combustibili, acqua ed energia); i fattori di gestione dell’impianto (analisi sulle fasi critiche dell’impianto, interventi di manutenzione, etc); gli indicatori di performance ambientale che sono in grado di fornire informazioni sull’ efficienza dell'impianto. In conclusione le conoscenze e gli strumenti di analisi territoriale ed ambientale proprie del sistema delle agenzie possono giocare un ruolo cruciale nelle attività di supporto alla valutazione dei progetti per la richiesta del rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale della sua revisione o rinnovo ed hanno principalmente il delicato compito di garantire il monitoraggio ed il controllo delle attività industriali, al fine di verificare l’attuazione delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione integrata ambientale.