Radon

Il radon è un gas radioattivo naturale, incolore e inodore. È generato dal decadimento del radio, cioè dal processo per cui una sostanza radioattiva si trasforma spontaneamente in un’altra sostanza, emettendo radiazioni.
Il radio è, a sua volta, prodotto dalla trasformazione dell’uranio, presente nelle rocce, nel suolo nelle acque e nei materiali da costruzione. Una volta formato anch’esso decade dando origine a tutta una serie di altri elementi chiamati prodotti di decadimento. Il diretto discendente del radio (Ra-226) è il radon (Rn-222) che a sua volta decade in altri elementi. La progenie del radon (Ra-222) è comunemente indicata come “figli del radon”.
Prima di decadere il radon rimane in vita per un tempo sufficientemente lungo (ha un tempo di dimezzamento di 3,8 giorni) che gli consente di essere trasportato, in quanto gas, dai flussi di aria presenti nei suoli, anche a distanze notevoli, fino anche ad alcune centinaia di metri. Anche i figli sono radioattivi ossia decadono a loro volta emettendo radiazioni.

Nell’ambito di questa tematica, ARPA Puglia è impegnata nel monitoraggio a livello regionale della concentrazione media di gas Radon in aria in ambienti confinati. La misura della concentrazione di radon presente all’interno di un ambiente confinato (abitazione e/o luogo di lavoro) permette di valutare l’esposizione e dunque il rischio associato alla permanenza all’interno dell’ambiente considerato da parte degli occupanti.

La valutazione del rischio è finalizzata alla salvaguardia e prevenzione della salute dei lavoratori e della popolazione generale; a tal fine, il D.Lgs. 241/2000, Capo III bis art. 10 sexies, pone in carico alle Regioni di individuare sul proprio territorio le Radon Prone Areas, ovvero le aree caratterizzate da elevata probabilità di alte concentrazioni di radon, informazione di base necessaria alla corretta pianificazione degli interventi di prevenzione e di risanamento.

 

Si evidenzia che in Italia esiste una normativa per il radon solo nei luoghi di lavoro (incluse le scuole), per i quali, se la concentrazione di radon supera il livello d’azione (pari a 500 Bq m-3), il datore di lavoro è obbligato ad intraprendere azioni finalizzate alla riduzione dell’esposizione al radon dei lavoratori. Invece, l’esposizione al radon nelle abitazioni non è stata ancora regolamentata nella legislazione italiana, anche se è prevista nella nuova direttiva europea in materia di radioprotezione, 2013/59/Euratom, che dovrà essere recepita entro il febbraio 2018 nella normativa italiana.

I dati di concentrazione di radon misurati nell’ambito delle campagne di misura effettuate da ARPA Puglia, a partire dal 2004, sono stati georeferenziati e, per questo, possono essere visualizzati su una mappa.

L’eventuale superamento del limite di riferimento previsto dalla normativa italiana nei luoghi di lavoro o dalla direttiva europea vigente nelle abitazioni viene segnalato mediante un indicatore di colore rosso.

A fronte di un superamento dei limiti di legge riscontrato in luoghi di lavoro, ARPA Puglia provvede ad informare le autorità di competenza. In caso di superamento dei limiti indicati dalla direttiva europea vigente in abitazioni, ARPA Puglia lo evidenzia all’utente fornendogli le informazioni  utili perché lo stesso possa intraprendere azioni volte alla riduzione della concentrazione di gas radon entro i limiti indicati dalla stessa direttiva europea.

Sulla base dell’esperienza acquisita nel campo e soprattutto di quanto riportato in letteratura, l’Arpa Puglia vuole sottolineare che l'unico metodo sicuro per determinare la concentrazione del gas radon all'interno della propria abitazione, indipendentemente dai risultati delle campagne di misura effettuate precedentemente nella stessa regione, stessa provincia, stesso comune, anche addirittura nel palazzo adiacente, è la misura diretta. E’ dimostrato che edifici adiacenti, con caratteristiche costruttive identiche, possono presentare concentrazioni di radon diverse. Il radon penetra negli edifici secondo dinamiche complesse, pertanto è difficile valutare teoricamente la concentrazione del radon in un edificio, a partire da misure sperimentali effettuate altrove, senza il rischio di incorrere in grossolane approssimazioni per difetto o per eccesso.


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Contenuti a cura di Anna Guarnieri - UO Agenti Fisici Direzione Scientifica
Pubblicazione a cura di Rocco Di Modugno e Benedetto Figorito  - Ultima modifica 09.02.2015